VIAGGIARE IN TRENO, PER LUI, E' DISDICEVOLE?
Nei giorni scorsi anche i piccoli gruppi consiliari della
regione Liguria - dove è recentemente scoppiato il caso dei 'rimborsi facili'
ai componenti da parte dei gruppi - sono stati finalmente messi sotto
osservazione dagli uomini delle Fiamme Gialle.
Tra questi vi è quello della Federazione della Sinistra, formato dal genovese
Alessandro Benzi e dal sestrese di levante Giacomo Conti: del primo si è
parlato abbondantemente in questi giorni in relazione alle sue divergenze con
la dirigenza regionale rifondarola; oggi concentrerò la mia attenzione
sull'altro personaggio.
In particolare, trovo molto interessante una voce delle "spese per
attività istituzionali" che questo 'signore' asserisce di aver sostenuto
nel corso del 2012 e delle quali richiede il rimborso: ben 8.100
(ottomilacento!) Euro di viaggi, la quasi totalità dei quali dal luogo di
residenza a quello di 'lavoro'.
Un rapido calcolo permette di apprezzare dovutamente l'enormità di tale somma:
infatti, se il Conti avesse viaggiato sulla suddetta tratta per ognuno dei 360
giorni dell'anno, il costo giornaliero di tale spostamento sarebbe stato di ben
22,50 Euro: una cifra iperbolica, soprattutto perché non è possibile che
quotidianamente, compresi i giorni festivi, si sia recato in ufficio a 'lavorare'.
Se poi si tolgono dal computo i 104 giorni annuali tra sabato e domenica, si ha
che avrebbe sostenuto 256 trasferte, al costo unitario di Euro 31,64: perché
allora non salire su un bel trenino - magari un Intercity, con posto riservato
in prima classe, del costo unitario di viaggio di Euro 9,50 - che in
quarantacinque minuti lo sbarca a Genova, senza lo stress dovuto alla guida nel
traffico?
Trova tale soluzione poco dignitosa?
Genova, 14 febbraio 2013
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Genova
http://pennatagliente.wordpress.com